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Sud piace a stranieri, ma ancora poco pubblicizzato

Il sud incanta, ma sono ancora troppo pochi i turisti che ci vanno. Esiste infatti un grande bacino di potenziali vacanzieri che ancora mancano all'appello. I motivi? La scarsa pubblicità delle regioni meridionali all'estero che porta oltre Roma solo il 29% dei tedeschi, il 24% dei britannici e il 16% dei francesi. Il quadro emerge da un sondaggio promosso da Confesercenti-Swg che dimostra come oltre il 90% dei visitatori dei tra paesi europei sia rimasto molto o abbastanza soddisfatto del viaggio nel sud della penisola, percentuale in linea con il dato dell'intero Paese il cui indice di gradimento è di circa il 95%, ma che denuncia una carente pubblicizzazione delle bellezze del Sud Italia.

Ai tedeschi va comunque la palma dei più affezionati. Sole, arte e patrimonio naturale sono la carta vincente del meridione. Il sud piace al punto che il 73% dei britannici intervistati desidera farvi un altro viaggio, così come il 62% dei tedeschi, mentre i francesi si dividono tra un 48% che tornerebbe e un 46% che non se la sente di ritentare l'esperienza. "Ma il sud - scrive la Confesercenti - resta soprattutto un illustre sconosciuto per una platea vasta di turisti europei: circa l'11% di britannici, tedeschi e francesi non hanno informazioni utili a poterlo scegliere come meta di una vacanza". E chi dichiara di non essere interessato a una visita rappresenta il 17% tra i tedeschi, il 22% tra i britannici e il 21% tra i francesi. Segno che "non è stato raggiunto da una promozione turistica efficace".

La mancanza di campagne di informazione è un "handicap pesante": il 23% di tedeschi conosce il sud d'Italia attraverso il passaparola, come il 21% dei britannici e il 20% dei francesi. Un altro 20% si è fatto un'idea del nostro Mezzogiorno con la Tv. Mentre internet, al quale accedono il 14% di tedeschi, il 15 di britannici, il 12% di francesi, "dimostra di esercitare più influenza di giornali e settimanali e dello stesso cinema che però seduce in particolare i francesi".

Fra i motivi del 'no', i turisti segnalano i costi elevati, il rischio mafia e camorra, il troppo caldo. Quanto a sporcizia e rifiuti, dopo l'emergenza a Napoli, il tema preoccupa poco: solo l'8% dei tedeschi, il 10% dei francesi e appena il 2% di britannici. Mafia e camorra "pesano sulle fortune del turismo meridionale, ma non fino al punto di depennarlo dalla lista di possibili vacanze", spiega il sondaggio. In generale, il fenomeno criminalità organizzata è considerato un ostacolo per il 60% dei francesi, il 56% dei tedeschi mentre appaiono più indifferenti i britannici (solo il 28% lo valuta come motivo di dissuasione). Ma se il freno-criminalità viene collegato direttamente a una futura vacanza personale al sud, allora sono i tedeschi a diventare i meno timorosi (32%), i britannici li scavalcano (41%) e i francesi si confermano i più diffidenti (56%).

Il sud si fa apprezzare per le bellezze naturali. Quasi la metà di tedeschi e francesi e un buon terzo di britannici si fanno sedurre dal clima e dalla natura delle regioni e delle coste. Alto per britannici (24%) e francesi (19%) anche il valore aggiunto di arte e cultura che invece sembrano non ammaliare particolarmente i tedeschi (8%). Cibo e buon vino sono apprezzati dal 24% dei britannici, dal 17% dei tedeschi, dal 10% dei francesi.

Se si guarda ai luoghi preferiti, i tedeschi fanno rotta in maggioranza per la Sicilia (41% rispetto al 29% di compatrioti che vanno in Campania). I britannici scelgono Napoli, le isole e la costiera (36% contro 28% che va in Sicilia). I francesi si dividono equamente fra Campania (28%) e Sicilia (27%). Più distaccate le altre mete del sud, con tedeschi in maggioranza in Sardegna e Puglia (10%) rispetto a britannici (9% verso l'isola, 3% sulle spiagge pugliesi) e francesi (5% in Sardegna, 1% in Puglia). "Risposte - scrive a commento la Confesercenti - rivelatrici del margine d'attrazione che tante località turistiche del sud avrebbero se fossero meglio conosciute".

Le città? Nessun dubbio: Napoli, malgrado le disavventure, resta la capitale del turismo meridionale, seguita da Palermo. Mentre Pompei, Sorrento (per merito dei britannici) e il Vesuvio prevalgono su Capri. E Catania è più gettonata della vicina Taormina.

Alla luce di questi dati, la Confesercenti lancia "la proposta di una serie di campagne pubblicitarie per fare conoscere ed apprezzare il sud all'estero". Inoltre, è "indispensabile far partire un portale internet capace di attrarre le diverse fasce di turismo internazionale". Non solo: serve anche una nuova capacità progettuale di istituzioni, enti locali e associazioni per "realizzare una accoglienza del turismo straniero in grado di destagionalizzare gli arrivi e di prolungare quindi la stagione turistica di massa anche nelle località del sud".

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