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POCO PUBBLICIZZATE ALL'ESTERO LE BELLEZZE DEL SUD

Le bellezze artistiche del Sud sono poco pubblicizzate e gli stranieri ammettono di non sceglierle perché le conoscono poco. Tuttavia chi le ha visitate ne è rimasto incantato. E' quanto emerge da un sondaggio fra turisti stranieri di tre paesi europei promosso da Confesercenti-Swg: oltre il 90% dei visitatori tedeschi, britannici e francesi è rimasto molto o abbastanza soddisfatto del viaggio nel sud della penisola.

Per i turisti tedeschi, francesi e britannici che hanno visitato il sud spiagge e patrimonio artistico delle città sono ad altissimo gradimento. Ma sono ancora una minoranza quelli che si spingono oltre Roma: solo il 29% dei turisti tedeschi, il 24% di quelli britannici, il 16% di quelli francesi. C'è quindi un grande bacino di turisti potenziali che ancora mancano all'appello. Anche perché esce bocciata la pubblicizzazione all'estero delle regioni meridionali, carente o addirittura assente. Sud tradito dunque dall'informazione: ed in assenza di campagne pubblicitarie a spingere i turisti europei oltre Roma ci pensano il passaparola di amici e parenti, l'immaginario creato da film e tv, o - novità emergente - i buoni uffici di internet.

Ai tedeschi la palma dei turisti più affezionati: sono loro - rispetto a francesi e britannici - ad aver più spesso trascorso le vacanze nel Bel Paese.

Il sud incanta chi lo visita fino al punto di desiderare di tornare. La pensano così il 73% dei britannici intervistati, il 62% dei tedeschi. Più "freddini" i francesi che si dividono praticamente a metà: il 48% tornerebbe, il 46% invece non se la sente di ritentare l'esperienza.

Ma il sud resta soprattutto un illustre sconosciuto per una platea vasta di turisti europei: circa l'11% di britannici, tedeschi e francesi non hanno informazioni utili a poterlo scegliere come meta di una vacanza. Considerevole anche la quota di chi dichiara di non essere interessato ad una visita (il 17% dei tedeschi, il 22% dei britannici, il 21% dei francesi), prova indiretta del fatto che non è stato raggiunto da una promozione turistica efficace.

La mancanza di campagne di informazione si rivela un handicap pesante per il sud, tanto è vero che il 23% di tedeschi conosce il sud d'Italia attraverso le parole di amici e parenti, come il 21% dei britannici ed il 20% dei francesi. Un altro 20% si è fatto un'idea del nostro Mezzogiorno con la TV. Ed irrompe sulla scena un nuovo potente veicolo di informazione: internet, al quale accedono il 14% di tedeschi, il 15 di britannici, il 12% di francesi.

Fra i motivi che scoraggiano una vacanza al sud, sia pure con percentuali modeste, i turisti segnalano anche i "costi elevati", il "rischio" mafia e camorra, il "troppo caldo". Compare anche il capitolo "sporcizia e rifiuti" (dopo le traversie passate da Napoli) ma in modo abbastanza marginale: il tema preoccupa solo l'8% dei tedeschi, il 10% dei francesi, ed appena il 2% di britannici.

Ma quali sono le attrattive che conquistano i turisti europei? Sole (e mare) e bellezze naturali la fanno da padroni. Quasi la metà di tedeschi e francesi ed un buon terzo di britannici si fanno sedurre dal clima e dalla natura delle regioni e delle coste del sud.

Alto per britannici (24%) e francesi (19%) anche il valore aggiunto di arte e cultura che invece sembrano non ammaliare particolarmente i tedeschi (8%). Altro "piatto forte" di una vacanza al sud si rivela il buon cibo accompagnato dal buon vino, apprezzati dal 24% dei britannici, dal 17% dei tedeschi, dal 10% dei francesi.

Sud ma dove? Qui le strade dei turisti europei si dividono. I tedeschi non hanno dubbi e fanno rotta in maggioranza per la Sicilia (41% rispetto al 29% di compatrioti che vanno in Campania). I britannici prediligono Napoli, le isole e la costiera ( il 36% contro il 28% che va in Sicilia). I francesi si dividono equamente fra interesse per la Campania (28%) e per la Sicilia (27%). Più distaccate le altre mete del sud d'Italia con tedeschi in maggioranza in Sardegna e Puglia (10%) rispetto a britannici (9% verso l'isola, 3% sulle spiagge pugliesi) e francesi (5% in Sardegna, 1% in Puglia).

Alla luce di questi dati la Confesercenti lancia "la proposta di una serie di campagne pubblicitarie per fare conoscere ed apprezzare il sud all'estero. E' indispensabile inoltre far partire un portale internet capace di attrarre le diverse fasce di turismo internazionale. Ma serve anche una nuova capacità progettuale di Istituzioni, enti locali ed Associazioni per realizzare una accoglienza del turismo straniero in grado di destagionalizzare gli arrivi e di prolungare quindi la stagione turistica di massa anche nelle località del sud".

Il turismo è la chiave di rilancio del Mezzogiorno. E "deve poter contare su una politica nazionale unitaria, programmata dal Governo centrale di concerto con le Regioni, e la partecipazione attiva di tutti i Dicasteri che sono interessati al settore". È quanto ha dichiarato oggi il presidente di Assoturismo-Confesercenti Claudio Albonetti, durante la sua relazione nel corso del Forum organizzato da Confesercenti a Napoli su turismo e Mezzogiorno.

"Politica del turismo - ha proseguito Albonetti - vuol dire rilancio dell'impresa, ma anche ordine pubblico, trasporti, lavori pubblici, beni culturali ed ambientali e vuol dire soprattutto rilancio del Mezzogiorno il cui ritardo nello sviluppo è da attribuirsi anche alla mancanza di una politica coordinata in questi settori ed alla insufficienza del sistema dei trasporti e delle reti, dal punto di vista strutturale".

Secondo il presidente di Assoturismo "mai come in questo momento così difficile per l'economia, con turbolenze prolungate che scuotono i mercati ma anche i diversi ambiti dell'economia reale, è essenziale che ci si concentri nell'attivare politiche antirecessive, in grado di evitare una crescita della disoccupazione e una pericolosa disgregazione sociale. Proprio il turismo, come del resto le infrastrutture, possono rappresentare due capitoli fondamentali di questo impegno e lo sono soprattutto rispetto all'economia meridionale. Non possiamo dimenticare che, in tempi di crisi, proprio le piccole imprese sono al tempo stesso le più esposte ai contraccolpi negativi ed ai rischi di chiusura, ma anche il migliore baluardo per contenere i danni sociali ed economici e l'unico vero motore per rimettere in pista la crescita".

Per Assoturismo il settore deve avere la "giusta priorità nel dibattito sulle scelte di politica economica". Ha detto infatti Albonetti: "Le circostanze che hanno contraddistinto le vicende di questi ultimi tempi, la ridotta capacità di spesa delle famiglie italiane, gli effetti della globalizzazione nell'offerta turistica, il perdurante handicap che dobbiamo registrare in Italia in termini di infrastrutture e di trasporti, ci spingono a porre con forza l'esigenza che, a questo settore, venga finalmente assegnata la giusta priorità nel dibattito sulle scelte di politica economica e nell'agenda politica nazionale". Fra le richieste del settore ci sono dunque la detassazione degli utili reinvestiti e la riduzione della percentuale dell'aliquota Iva per i servizi turistici. (27/10/2008-ITL/ITNET)

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