C'è in vista una rivoluzione nella vendita dei viaggi attraverso strumenti informatici. Si tratta di un nuovo approccio al business dei viaggi e viene denominato Turismo 2.0.
Secondo l'Osservatorio Nazionale del Turismo almeno 2 italiani su 10 organizzano e prenotano la loro vacanza sul Web e oltre il 22% del business dei Tour Operator è di derivazione online. Secondo le statistiche, il tempo passato attivamente sulla linea dai 12 milioni di navigatori italiani che frequentano varie community cresce esponenzialmente; si stima che ben il 46% di questi che acquista normalmente on line, compri viaggi. Insomma i turisti operano già largamente attraverso il web 2.0.
Turismo 2.0 corrisponde alla trasformazione in atto del mercato dei viaggi e del tempo libero che si impone grazie ai capisaldi del Web 2.0 e delle community, che pone in atto collaborazione, trasparenza dei servizi, nonché condivisione di esperienze e di contenuti sempre crescente.
Ci si può domandare quando il net da fenomeno “social” si tradurrà in opportunità “commercial”. Sono ancora pochi i dati disponibili circa il reale utilizzo di queste tecnologie da parte degli operatori; così come non sono ancora apprezzabili i calcoli sui volumi delle transazioni commerciali effettivamente attuate. È noto però che nel 2008 il booking on line ha costituito il 29% dell’intero volume dell’industria turistica europea, che ammonta a 246 miliardi. Le percentuali sono in crescita e previste ancora a due cifre: in Italia la crescita attesa sarebbe maggiore della media del Vecchio Continente.
Web 2.0 contiene i meccanismi ormai diffusi di ricerca della destinazione turistica. Sicuramente i fattori e i processi che influenzano la decisione, la prenotazione della destinazione stessa, sono strumenti che possono essere rapidamente adottati da parte degli operatori della filiera. Occorre offrire e gestire il viaggio in tutte le tre fasi fondamentali: prima, durante e dopo. Gli operatori più innovativi ritengono prioritario focalizzarsi sulle applicazioni del customer-facing, sfruttare il social network, riuscire ad avvantaggiarsi dalla pervasività che raggiungono le applicazioni mobile. Ma per poter fare tutto questo occorre una miglior integrazione e lungimiranza oltre che una strategia tecnologicamente preparata.
La prima generazione del web, quella del sito vetrina e del catalogo disponibile on line, ha già ottenuto buoni risultati. Turismo 2.0 in prospettiva va oltre, perché i clienti già operano sul web 2.0 e le modalità di vendita, ora, passano attraverso modalità che loro stessi si aspettano per essere coinvolti, per raccogliere promozioni, per essere convinti e poi fidelizzati. Il web 2.0 permette infatti un alto livello di interazione come dimostrano i blog, che funzionano nelle varie fasi del viaggio, dall’informazione, alla decisione, sino al ritorno, con un elevato e capillare passaparola.
Interattività e passaparola, concetti chiave nel web 2.0, sono più incisivi quando sono supportati da racconti di viaggio accompagnati da video con commenti di cronaca. Il panorama in questo modo è mondiale.
Le tecnologie e le applicazioni associate a Turismo 2.0 includono Social Networking (reti relazionali tra utenti web che si possono scambiare interessi e contenuti) principalmente per fidelizzare i clienti, RSS (permette a chi si iscrive di ricevere aggiornamenti direttamente senza dover ricercarli sul sito stesso) per convogliare traffico verso il proprio sito, Blobbing (diari di viaggio nei quali gli utenti vi condividono le proprie esperienze) per dare importanza ai commenti di clienti, consumatori, e utenti, Mapping (le più sofisticate sono mappe interattive che permettono di raggiungere una destinazione o una struttura) per migliorare e completare le funzionalità web, Contestual Advertising (forme di pubblicità on line che raggiungono gli utenti per affinità con ciò che gli utenti stanno visualizzando) e Behavioral Targeting (messaggio pubblicitario destinato ad un utente specifico individuato da precedenti navigazioni su web) per generare nuovo fatturato.
Grazie ai motori di e-commerce sono gli stessi clienti a poter accedere facilmente a prenotazioni e informazioni.
Turismo 2.0 è un sistema che risulta utile e utilizzabile per tutti gli operatori del turismo. Per le agenzie di viaggi indipendenti, che sono probabilmente ancora oggi i principali artefici dell’industria turistica dei viaggi in Italia, specializzazione e integrazione costituiscono una grande opportunità.
L’utilità sembra manifesta anche per alberghi ed esercizi complementari. Per questo il problema da risolvere è quello del basso riempimento delle camere, vale a dire è un problema di produttività ed efficienza, che potrebbe essere coadiuvato da maggiore visibilità su internet con l’inserimento magari in circuiti di nicchia o specializzazione o partecipazione.
La possibilità di creare network di imprese facilità investimenti e reperimenti di risorse. L’adesione alla logica di web 2.0 potrebbe riuscire a risolvere alcuni problemi legati all’industria turistica italiana, che sono principalmente il basso livello di aggregazione dell’offerta e quindi anche la visibilità.
L’impatto di Turismo 2.0 servirebbe dunque alla valorizzazione della destinazione finale e della struttura ricettiva. Si creerebbe un apparato che vede agire insieme esercizi ricettivi, associazioni, enti locali e culturali e intermediari. Sarebbe poi un valido strumento per la commercializzazione prima e l’assistenza al turista in corso di “opera”. Corrisponderebbe alla creazione di un sistema integrato delle imprese operanti nel turismo attraverso mega portali “collaborativi”, che consentirebbe accordi e sinergie strategiche e operative tra operatori con finalità diverse. Questo verrebbe utile soprattutto per promuovere grandi eventi anche, magari con l’intervento di Governo e Istituzioni locali.
Dove c’è il cliente c’è business, e il cliente è ora su web 2.0.
FONTE: http://www.masterviaggi.it
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