Nel 2008 la spesa turistica in Toscana è aumentata, nonostante la quota di arrivi internazionale sia in leggera flessione (-5,7%): in particolare cresce la domanda di turismo esclusivo (resort, shopping di lusso, centri-benessere), concentrato soprattutto in Versilia, che potrebbe presto diventare il volano per sviluppare un'economia turistica parallela a quella tradizionale incentrata sulle città d'arte e sul balneare.
E' quanto emerge dal rapporto sul distretto turistico toscano elaborato dall'area investor relations & research del Gruppo Montepaschi. Le Imprese turistiche toscane (Itt), si spiega, sono circa 25 mila (6,2% del totale). Firenze, con il 23,4%, è leader per numero di Itt; Livorno e Siena sono invece le province con maggiore concentrazione sul totale delle imprese, mentre Pisa, Prato e Arezzo quelle con più elevato tasso di crescita.
Dal rapporto emerge che la Toscana è la regione preferita dal turismo domestico e che il patrimonio artistico costituisce il primo motivo di interesse turistico.
Germania e Usa rappresentano i mercati più importanti con circa il 42% del totale arrivi internazionali. Risulta poi che i saldi netti della bilancia turistica toscana si mantengono positivi nonostante il perdurare di cicli economici avversi in Germania, Usa e Italia (principali player) e che i nuovi Paesi emergenti rivestono un ruolo sempre più importante in termini di spesa, in primis la Russia (+72% a Forte dei Marmi). Queste osservazioni, assieme alla crescita della domanda di turismo esclusivo, vengono confermate dai dati sulla spesa pro capite dei turisti in Italia, in cui emerge un profilo economico più elevato del turista straniero: circa 180 euro di spesa pro-capite in Toscana, contro i 140 euro della media nazionale.
Sulla domanda di credito del settore turistico toscano risultano invece tassi di crescita annui inferiori alla media nazionale (6,9% contro 9,9%). Grosseto e Livorno sono le province con maggiori erogazioni all'industria turistica. Secondo la ricerca nel 2009 il distretto turistico toscano risentirà di una diminuzione degli arrivi internazionali, che però non si dovrebbe tramutare proporzionalmente in una diminuzione della spesa turistica internazionale. Anche il saldo della bilancia dovrebbe rimanere positivo grazie alla crescita della spesa dei nuovi Paesi emergenti (orientati su un turismo esclusivo di nicchia) e al mantenimento di spesa degli altri Paesi più orientati su un turismo di città d'arte e balneare. Dal rapporto, infine, emerge che le imprese, almeno nel breve periodo, dovrebbero riuscire a fronteggiare la situazione di crisi in virtù di una struttura di scadenze orientata sul lungo termine, di un livello di patrimonializzazione più alto delle altre imprese regionali e di tassi di decadimento nella media nazionale.
FONTE: ANSA
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